L’alba inevitabile della «testing economy»

Benvenuti nella testing economy. Certe volte gli economisti sono più veloci dei virus e Joshua Gans, dell’Università di Toronto, ha già portato in libreria “Economics in the Age of COVID-19”(MIT Press in 2020) il primo libro sull’economia ai tempi del coronavirus. «In fin dei conti la pandemia è un problema di informazione – spiega Gans -. Hai bisogno di sapere chi sono gli infettati, localizzarli e isolarli il più rapidamente possibile per curarli. Questo richiede un piano e la capacità di testare e di isolare le persone in maniera sicura e non invasiva in modo che non cerchino di sfuggire ai controlli»...

La pandemia contagia anche i bot

Il presidente Trump che ha visto smentire un suo post da Twitter, è in buona compagnia: durante i mesi della pandemia di Covid-19, la disinformazione rilanciata dai bot è più che raddoppiata su Twitter. La notizia arriva dalla Carnegie Mellon University di Pittsburg, in Pennsylvania, dove Kathleen Carey ha passato al setaccio oltre 200 milioni di tweet sul tema del coronavirus circolati dall’inizio dell’anno. Quasi la metà, il 45% sono opera di bot, ovvero account automatizzati, appositamente per rilanciare particolari messaggi o reagire a parole chiave secondo le analisi della ricercatrice che dirige il Centro per la democrazia informata e la cybersecurity sociale (Casos) dell’ateneo e pubblicherà a breve un paper sui risultati.

Quanto valgono dati e tecnologie personali al tempo del Covid

In meno di un anno, Covid-19 ha causato oltre 232 mila vittime a livello globale, 300 volte quelle provocate 17 anni fa da un coronavirus analogo, la Sars. Il nuovo virus, Sars-Cov2 si sta dimostrando molto più infettivo ma, rispetto al 2003, oggi abbiamo un’arma in più per combatterlo: gli smartphone divenuti ormai un’estensione del nostro corpo e della nostra identità. Un recente studio sul Lancet sulla città di Wuhan ha mostrato che è possibile fare “nowcasting” della diffusione di Covid-19 ...

Il nuovo Linc Magazine: una guida per il lettore

Complice la pandemia, negli ultimi due mesi il lavoro è entrato, come mai prima nelle case degli italiani, abbiamo mescolato Zoom e House Party stravolgendo ritmi e rituali, ma anche scoprendo nuove competenze e opportunità. La quarantena ci ha sorpreso mentre progettavamo il nuovo Linc ed è stato un segnale di quanto oggi sia necessario uno strumento di comprensione del presente e del prossimo futuro. È per questo che il nuovo LINC guiderà il lettore nella decodifica di notizie e fenomeni ...

Un nuovo chip superpotente per ridisegnare l’architettura della rete internet

SAN FRANCISCO - L'internet del futuro riparte da un chip. Si chiama Q100 ed è il primo a infrangere la soglia dei 10 Terabit per secondo nella gestione delle reti. Svelato ieri a San Francisco da Cisco, Q100 è il primo processore basato sulla nuova architettura Silicon One del gigante californiano della rete che controlla oltre il 53% del mercato degli switch internet e nel 2019 fatturerà 52 miliardi di dollari.

Alfabetizzazione digitale d’Italia, missione urgente e necessaria

In Italia il digitale trova più bit che competenze. La Penisola, fino a qualche anno fa zoppicante sul fronte delle infrastrutture ha scalato le classifiche del Desi, l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società. Questi passi avanti ci hanno portato, almeno a livello di connettività e servizi pubblici digitali, quasi in linea con la media europea. «I servizi pubblici online e gli open data sono prontamente disponibili e la diffusione dei servizi medici digitali è ben consolidata –

La scalata delle giovani imprese

L’ecommerce vola, ma sono industria e servizi a tirare la crescita delle aziende italiane. Il verdetto emerge da Leader della crescita 2020, l’annuale classifica del Sole 24 Ore condotta in collaborazione con Statista sulle aziende con migliori performance negli ultimi quattro anni. «La classifica conferma una buona vitalità dell’imprenditoria italiana – osserva Mario Benassi, che insegna Management dell’Innovazione e Imprenditorialità all’ Universita degli Studi di Milano – Anche se il campione

Oracle, il futuro ruota attorno a database e software «autonomi»

«Per eliminare l'errore umano basta togliere gli uomini dall'equazione». Non mastica le parole Larry Ellison, fondatore e presidente di Oracle che a 75 anni sta guidando l'azienda lanciata 42 anni fa verso un futuro fatto di cloud e intelligenza artificiale. Qualche giorno fa, dal palco del Moscone Center di San Francisco, che ospitava il mega-evento Oracle Open World, Ellison ha tracciato la sua visione a colpi di annunci e attacchi ai concorrenti come Amazon. Ecco i cinque punti chiave, o “ta

Il digitale vale il 15% dell’economia mondiale: a dominare sono Usa e Cina

L'economia digitale vale più del 15% del Pil mondiale ed è sempre più dominata da Usa e Cina. L'Europa raccoglie le briciole, ma grazie al Gdpr è all'avanguardia nelle politiche per la regolazione di questo settore mentre America latina ed Africa soffrono la mancanza di infrastrutture. È quanto emerge dal primo Rapporto sull'economia digitale pubblicato dall'Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo che lancia l'allarme sul permanere di un enorme digital divide a...

Il riconoscimento facciale salverà il maiale (ma anche le vacche)

Il riconoscimento facciale salverà il maiale in agrodolce. Nell'anno del maiale, cominciato lo scorso febbraio, centinaia di milioni di suini cinesi saranno esaminati da sistemi di intelligenza artificiale per monitorare la loro salute. Quest'invasione della privacy suina è volta a contrastare la diffusione della peste suina africana che la scorsa primavera ha colpito 200 milioni di capi nella Repubblica popolare con perdite di produzione medie del 30% e punte del 50% in alcune regioni, secondo

Le fake news non sfondano alle elezioni europee

Sulle elezioni europee le fake news non sfondano e l'informazione professionale resta vincente. È quanto emerge da dal più grande studio paneuropeo sull'uso di Twitter e Facebook per la disinformazione politica, pubblicato oggi dai ricercatori del Comprop , il Computational propaganda project dell'Oxford internet institute britannico. Nahema Marchal e colleghi hanno passato al setaccio più di 584mila tweet diffusi da 188mila utenti in sette lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco...

Chi fa carpooling taglia di 27 chili le sue emissioni. E migliora la sicurezza

Chi fa carpooling taglia fino a 27 chilogrammi delle sue emissioni di CO2 annuali. È quanto emerge da Zero Empty Seats, il primo studio basato sui dati di utilizzo reali di BlaBlaCar, la community di carpooling più grande del mondo composta da 70 milioni di viaggiatori che percorrono insieme distanze medie di 300 km e nel 2018 hanno evitato l'emissione di 1,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica. L'indagine, condotta dall'istituto francese Le Bipe....

Ricerca: ecco gli italiani premiati dall’European Research Council

La ricerca di frontiera europea mette il turbo con 540 milioni di euro. Questa la somma complessiva dei fondi assegnati dallo European Research Council (Erc), l'agenzia europea che dal 2007 finanza la ricerca d'avanguardia, a 222 ricercatori di 29 nazionalità diverse che svilupperanno i propri progetti nelle università di 20 paesi dell'Unione. I vincitori di questi “advanced grants” sono l'eccellenza emersa tra oltre 2000 domande in una selezione severissima che ha un tasso di successo...

Tumori, Paracchi (Genenta Science) vince il premio dedicato ai pazienti-imprenditori

La ricerca oncologica italiana piace a pazienti e investitori. Pierluigi Paracchi, Ceo e fondatore insieme al ricercatore Luigi Naldini di Genenta Science, si � visto assegnare il premio Squinto-LePera riservato ai pazienti-imprenditori durante il Lyfebulb-Helsinn Innovation Summit. Il riconoscimento, accompagnato da un assegno di 25mila dollari, vede alleati Lyfebulb, la piattaforma per l’empowerment di pazienti oncologici, investitori e industria creata da Karin Hehenberge, con Helsinn Group...

Georges Amar: «Il futuro è una sfida poetica»

"Il futuro è una sfida poetica” non è l'avvertimento che ci si aspetterebbe da Georges Amar, ingegnere e docente di Design e innovazione all'Ecole de Mines ParisTech, ex direttore Ricerca e Sviluppo dell'azienda dei trasporti pubblici parigini Ratp e autore del libro Homo Mobilis. “Intendo “poetica” nel senso di lavoro sulle parole e sui concetti che esse veicolano – spiega Amar, che interviene stasera al primo appuntamento del ciclo Around Mobility co-creato da Meet e Fondazione Bassetti – “mobilità” è per esempio una parola che non esisteva solo 20 anni fa nel senso che la intendiamo oggi e che molti riconducono ancora a “trasporti”».

La verifica automatizzata della verità online

L’ntelligenza artificiale è più efficiente nel pro- durre fake news che nel- lo scovarle. La dimostrazione è arrivata qualche giorno fa con Gpt2, il generatore di testi che Ope- nAi, la non profit finanziata da Elon Musk, Reid Hoffmann e Sam Altman, ha scelto di non rilasciare pubblica- mente perché troppo performante nel produrre testi verosimili, ma inventati, partendo da alcune frasi iniziali. L’idea di sviluppare software di verifica automatica risale ad almeno dieci anni fa, ma ha visto un’enorme accelerazione solo negli ultimi anni, sulla scorta dei problemi emersi con le ultime presidenziali statunitensi e la Brexit. Con l’avvicinarsi delle ele- zioni europee di maggio il tema è sempre più caldo come dimostra il report licenziato dalla House of Commons britannica pochi giorni fa.

Competitività economica figlia di conoscenza e fiducia

La conoscenza è l’unico fattore produttivo che può essere utilizzato senza consumarsi. L’intuizione è dell’ultimo Nobel per l’Economia, Paul Romer, ma va a César Hidalgo, 39enne direttore del Macro Connections Group del Mit Media Lab di Boston, il merito di aver sviluppato un modello per misurare la conoscenza di un territorio correlandone la complessità delle reti con la prosperità. Il risultato del lavoro di Hidalgo, che giovedì era a Torino per ritirare il Premio Lagrange-Fondazione Crt coordinato dalla Fondazione Isi, è visibile nel suo «The Atlas of Economic Complexity: Mapping Paths to Prosperity» (atlas.media.mit.edu), che misura l’economia di 128 Paesi attraverso mappe e visualizzazioni e in altre piattaforme di data visualization come DataViva, DataUsa, DataAfrica e DataChile. (Foto: Michele D'Ottavio per ISI)
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