Un nuovo chip superpotente per ridisegnare l’architettura della rete internet

SAN FRANCISCO - L'internet del futuro riparte da un chip. Si chiama Q100 ed è il primo a infrangere la soglia dei 10 Terabit per secondo nella gestione delle reti. Svelato ieri a San Francisco da Cisco, Q100 è il primo processore basato sulla nuova architettura Silicon One del gigante californiano della rete che controlla oltre il 53% del mercato degli switch internet e nel 2019 fatturerà 52 miliardi di dollari.

La scalata delle giovani imprese

L’ecommerce vola, ma sono industria e servizi a tirare la crescita delle aziende italiane. Il verdetto emerge da Leader della crescita 2020, l’annuale classifica del Sole 24 Ore condotta in collaborazione con Statista sulle aziende con migliori performance negli ultimi quattro anni. «La classifica conferma una buona vitalità dell’imprenditoria italiana – osserva Mario Benassi, che insegna Management dell’Innovazione e Imprenditorialità all’ Universita degli Studi di Milano – Anche se il campione

Oracle, il futuro ruota attorno a database e software «autonomi»

«Per eliminare l'errore umano basta togliere gli uomini dall'equazione». Non mastica le parole Larry Ellison, fondatore e presidente di Oracle che a 75 anni sta guidando l'azienda lanciata 42 anni fa verso un futuro fatto di cloud e intelligenza artificiale. Qualche giorno fa, dal palco del Moscone Center di San Francisco, che ospitava il mega-evento Oracle Open World, Ellison ha tracciato la sua visione a colpi di annunci e attacchi ai concorrenti come Amazon. Ecco i cinque punti chiave, o “ta

Il digitale vale il 15% dell’economia mondiale: a dominare sono Usa e Cina

L'economia digitale vale più del 15% del Pil mondiale ed è sempre più dominata da Usa e Cina. L'Europa raccoglie le briciole, ma grazie al Gdpr è all'avanguardia nelle politiche per la regolazione di questo settore mentre America latina ed Africa soffrono la mancanza di infrastrutture. È quanto emerge dal primo Rapporto sull'economia digitale pubblicato dall'Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo che lancia l'allarme sul permanere di un enorme digital divide a...

Le fake news non sfondano alle elezioni europee

Sulle elezioni europee le fake news non sfondano e l'informazione professionale resta vincente. È quanto emerge da dal più grande studio paneuropeo sull'uso di Twitter e Facebook per la disinformazione politica, pubblicato oggi dai ricercatori del Comprop , il Computational propaganda project dell'Oxford internet institute britannico. Nahema Marchal e colleghi hanno passato al setaccio più di 584mila tweet diffusi da 188mila utenti in sette lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco...

Chi fa carpooling taglia di 27 chili le sue emissioni. E migliora la sicurezza

Chi fa carpooling taglia fino a 27 chilogrammi delle sue emissioni di CO2 annuali. È quanto emerge da Zero Empty Seats, il primo studio basato sui dati di utilizzo reali di BlaBlaCar, la community di carpooling più grande del mondo composta da 70 milioni di viaggiatori che percorrono insieme distanze medie di 300 km e nel 2018 hanno evitato l'emissione di 1,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica. L'indagine, condotta dall'istituto francese Le Bipe....

Ricerca: ecco gli italiani premiati dall’European Research Council

La ricerca di frontiera europea mette il turbo con 540 milioni di euro. Questa la somma complessiva dei fondi assegnati dallo European Research Council (Erc), l'agenzia europea che dal 2007 finanza la ricerca d'avanguardia, a 222 ricercatori di 29 nazionalità diverse che svilupperanno i propri progetti nelle università di 20 paesi dell'Unione. I vincitori di questi “advanced grants” sono l'eccellenza emersa tra oltre 2000 domande in una selezione severissima che ha un tasso di successo...

Tumori, Paracchi (Genenta Science) vince il premio dedicato ai pazienti-imprenditori

La ricerca oncologica italiana piace a pazienti e investitori. Pierluigi Paracchi, Ceo e fondatore insieme al ricercatore Luigi Naldini di Genenta Science, si � visto assegnare il premio Squinto-LePera riservato ai pazienti-imprenditori durante il Lyfebulb-Helsinn Innovation Summit. Il riconoscimento, accompagnato da un assegno di 25mila dollari, vede alleati Lyfebulb, la piattaforma per l’empowerment di pazienti oncologici, investitori e industria creata da Karin Hehenberge, con Helsinn Group...

Georges Amar: «Il futuro è una sfida poetica»

"Il futuro è una sfida poetica” non è l'avvertimento che ci si aspetterebbe da Georges Amar, ingegnere e docente di Design e innovazione all'Ecole de Mines ParisTech, ex direttore Ricerca e Sviluppo dell'azienda dei trasporti pubblici parigini Ratp e autore del libro Homo Mobilis. “Intendo “poetica” nel senso di lavoro sulle parole e sui concetti che esse veicolano – spiega Amar, che interviene stasera al primo appuntamento del ciclo Around Mobility co-creato da Meet e Fondazione Bassetti – “mobilità” è per esempio una parola che non esisteva solo 20 anni fa nel senso che la intendiamo oggi e che molti riconducono ancora a “trasporti”».

La verifica automatizzata della verità online

L’ntelligenza artificiale è più efficiente nel pro- durre fake news che nel- lo scovarle. La dimostrazione è arrivata qualche giorno fa con Gpt2, il generatore di testi che Ope- nAi, la non profit finanziata da Elon Musk, Reid Hoffmann e Sam Altman, ha scelto di non rilasciare pubblica- mente perché troppo performante nel produrre testi verosimili, ma inventati, partendo da alcune frasi iniziali. L’idea di sviluppare software di verifica automatica risale ad almeno dieci anni fa, ma ha visto un’enorme accelerazione solo negli ultimi anni, sulla scorta dei problemi emersi con le ultime presidenziali statunitensi e la Brexit. Con l’avvicinarsi delle ele- zioni europee di maggio il tema è sempre più caldo come dimostra il report licenziato dalla House of Commons britannica pochi giorni fa.

Competitività economica figlia di conoscenza e fiducia

La conoscenza è l’unico fattore produttivo che può essere utilizzato senza consumarsi. L’intuizione è dell’ultimo Nobel per l’Economia, Paul Romer, ma va a César Hidalgo, 39enne direttore del Macro Connections Group del Mit Media Lab di Boston, il merito di aver sviluppato un modello per misurare la conoscenza di un territorio correlandone la complessità delle reti con la prosperità. Il risultato del lavoro di Hidalgo, che giovedì era a Torino per ritirare il Premio Lagrange-Fondazione Crt coordinato dalla Fondazione Isi, è visibile nel suo «The Atlas of Economic Complexity: Mapping Paths to Prosperity» (atlas.media.mit.edu), che misura l’economia di 128 Paesi attraverso mappe e visualizzazioni e in altre piattaforme di data visualization come DataViva, DataUsa, DataAfrica e DataChile. (Foto: Michele D'Ottavio per ISI)

Non solo ritmo, l’intelligenza artificiale sceglierà le parole dei brani musicali

Paolo Conte cantava di parole d’amore scritte a macchina, ma ora sono le macchine a scrivere sia parole che note. Poco prima di morire David Bowie si era divertito a co-sviluppare il Verbasizer, un generatore automatico di strofe, ma oggi le melodie generate dall’intelligenza artificiale sono una realtà, come dimostra il recente successo di Skygge, l’avatar del francese Benoit Carré, il cui album "Hello World!" è da qualche mese su Spotify.

Come ridisegnare il sistema di rimborso di terapie avanzate

La vita umana non ha prezzo, ma le cure in grado di debellare malattie fine a ieri inguaribili hanno un costo, e purtroppo molto alto. È il paradosso della terapia genica, un approccio che prevede la correzione dei difetti genetici direttamente all’interno delle cellule del paziente appena un decennio fa sembrava ancora fantascienza. Oggi terapie come Strimvelis, sviluppata presso il San Raffaele di Milano grazie al supporto di Telethon permettono di guarire definitivamente bambini affetti da Ada-Scid, il cui sistema immunitario non è in grado di combattere le infezioni più comuni.

La riscoperta del sapere umanistico fa evolvere l’uomo tecnologico

«Le marerie umanistiche serviranno a ben poco per il futuro» parola di Vinod Kosla, multimiliardario cofonda- tore di Sun Microsystems e oggi venture capital di riferimento per tutto il mondo hitech con la sua Kosla ventures. «Chi investe nello sviluppo delle sue soft-skills, in- vece di imparare a scrivere codice, ha buone probabilità di finire a vendere scarpe», gli ha fatto eco Marc Andressen, inventore del primo browser web e oggi anch’egli venture capital con An- dressen-Horowitz.

La scienza incontra le imprese innovative

Nell’era della conoscenza i confini della ricerca non finiscono con le porte del laboratorio o dell’azienda. È all’insegna dell’open innovation che coinvolge attori spesso molto diversi nei processi di innovazione come ha postulato l’economista Henry Chesbrough che a Padova, il prossimo 26 e 27 ottobre, si inaugura la seconda edizione di Open Innovation Days, la due giorni promossa dall’Università di Padova e Nòva24-Il Sole24Ore.

L’intelligenza artificiale entra negli oggetti

L’internet delle cose sta diventando più intelligente grazie a tecnologie italiane. Gli oggetti connessi sono destinati a superare i 75 miliardi nel 2025 ma soprattutto a diventare più intelligenti, affidabili e protetti grazie allo spostamento dei sistemi di reti neurali a livello locale. Se oggi l’Internet delle cose è strettamente legato ai sistemi presenti nel cloud, nei prossimi anni questo scenario è destinato a evolvere verso un sistema sempre più decentralizzato. «I sistemi di intelligenza artificiali collocati nel cloud sono attivi 24 ore al giorno e per questo portano a una grande dissipazione di energia e di risorse computazionali. Da qui la nostra strategia di spostare una parte del processamento direttamente verso i nodi delle reti di oggetti», spiega Alessandro Cremonesi, Group vice president e direttore generale di STMicroelectronics Central Labs.

L’espansione motivazionale

Rete, digitale e smarphone vanno maneggiati con cautela dai più giovani ma sono un’opportunità di apprendimento e uno stimolo all’evoluzione della didattica senza precedenti. “I fattori a sostegno dell’uso di strumenti digitali nella didattica ampiamente documentati in letteratura sono stati confermati in più punti della nostra ricerca”, osserva Simona Perrone, ricercatrice del Cnis e coautrice dell’indagine Digitale Sì, Digitale No, completata in collaborazione con Impara Digitale e Acer.

Circuiti pericolosi

Non basta dire digitale per cogliere appieno a cosa sono esposti i bambini e i ragazzi che utilizzano queste tecnologie a livello didattico. “Oggi si parla molto di big data e profilazione degli individui online e ciò riguarda ovviamente anche i bambini che, a scuola o a casa, utilizzano la rete a fini didattici – osserva Daniela Lucangeli, psicologa dello sviluppo e pro-rettore dell’Università di Padova, oltre che presidente del Cnis.
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