Open Innovation - “Per dare regole ai colossi del web serve un’idea di società, le leggi vengono poi”​

Giornalista scientifico, attivista civile, esperto di Open Data. Guido Romeo porterà queste e altre esperienze nel nuovo Foro regionale lombardo per l’Innovazione e la ricerca. Americano di nascita, da anni residente in Italia, Romeo ha fondato l’associazione Diritto di sapere ed è stato tra i primi promotori dell’introduzione in Italia del FOIA, Freedom of Information Act. È science editor in chief di un progetto europeo (REIsearch) per la creazione di una piattaforma di dialogo tra istituzioni

Derivati del Tesoro, la richiesta di trasparenza arriva a Strasburgo

L’estate scorsa, l’alta corte amministrativa aveva apprezzato il lavoro giornalistico ma aveva rigettato la mia richiesta di accesso ai derivati calpestando il diritto di cronaca e la libertà di informazione. Per questo, alcuni mesi fa, grazie al lavoro dell’amico e avvocato Ernesto Belisario e al sostegno di Diritto Di Sapere, ho presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo argomentando una violazione del diritto dei cittadini a conoscere ciò che li riguarda.

Il dilemma dell’utente coinvolto contro il fake

“Se esiste una kriptonite contro le fake news è la trasparenza” ha spiegato il fondatore di Wikipeda, Jimmy Wales, annunciando il lancio di WikiTribune, la testata che punta a combinare il lavoro di una redazione di 10 giornalisti (per ora ne ha assunti quattro) con quello dei “citizen journalist” per fare “evidence based journalism”.  WT è un’impresa separata da Wikipedia e dalla Wikimedia Foundation, ma l’idea di Jimbo è integrare il metodo collaborativo che ha decretato il successo

Sette pubbliche amministrazioni su dieci sono “fuori legge” perché non danno ai cittadini l’accesso alle informazioni

Sette pubbliche amministrazioni italiane su dieci sono “fuori legge” perché non consentono ai cittadini di accedere alle informazioni: il 73% delle richieste inviate a ministeri, aziende sanitarie o comuni da una rete di associazioni non ha ricevuto alcuna risposta. Fino a pochi mesi fa il “silenzio amministrativo” era legittimo, ma dal dicembre 2016 è effettivamente fuori legge, grazie all’entrata in vigore del diritto di accesso alle informazioni, ribattezzato “Foia” in omaggio al...

Il fact-checking nasce sui banchi di scuola

«Ciò che rende la tua mente indipendente non è cosa pensi, ma come lo pensi», scriveva Christopher Hitchens nelle sue Lettere a un giovane ribelle. La necessità, soprattutto per i ragazzi di un pensiero razionale e sanamente scettico è probabilmente la cosa migliore che è emersa dal panico nato intorno alle “fake news” che hanno caratterizzato sia Brexit che le elezioni statunitensi e che si tema diventino il leit-motiv anche della prossima tornata di consultazioni europee.

Non di solo web vive il fake

Non tutte le fake news sono figlie della rete digitale. Anzi, le più micidiali nascono spesso al di fuori di essa e crescono spinte per ragioni molto analogiche. Un esempio allarmante è la vicenda giudiziaria di Ilaria Capua che la scienziata ed ex parlamentare racconta in “Io, trafficante di virus – Una storia di scienza e di amara giustizia” scritto a quattro mani con il giornalista Daniele Mont D’Arpizio. La fake news è già nel titolo di un racconto serratissimo.

Il media non è il suo testo

Ogni media è un’opportunità. È questo il mantra della redazione di Quartz, la testata digitale focalizzata su business ed economia globale che, dal suo lancio nel 2012, ha saputo magistralmente reinterpretare il media come messaggio di McLuhan. “Ogni piattaforma va interpretata con creatività – spiega Caitlin Hu, la culture editor della testata capeggiata da Zach Seward, che interverrà sabato prossimo al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a giornalisti di altre 60 testate di tutto il ...

Algoritmi aperti contro il fake

“L’automazione del factchecking è la vera fake news!” Non usa mezzi termini Walter Quattrociocchi, ricercatore e direttore del laboratorio di sociologia computazionale dell’Imt di Lucca. “Il problema non è solo tecnico – spiega Quattrociocchi che in questi giorni era a Davos proprio per partecipare a un gruppo di lavoro sulla qualità dell’informazione -, non abbiamo una griglia di verità che ci permetta di verificare le preposizioni attraverso algoritmi ma è soprattutto che, come dimostrano ...

La notizia smontata

“Papa Francesco ‘scomunica’ Donald Trump”. Per una volta i social network non hanno avuto colpa nel produrre la bufala anche se, per loro natura, l’hanno immediatamente amplificata. E non si tratta nemmeno di un artefatto di qualche ragazzino mago della tastiera. Per una volta, la responsabilità è a pochi passi da Città del Vaticano, in una redazione giornalistica che dovrebbe essere guardiana dell’attendibiltà che i nuovi media cercano di sottrarli.  La notizia viene smontata, non prima però di

Guarda che dati! Viaggio nel futuro dell'informazione

Non usare questi mezzi oggi è come andare a parlare di politica con un sindaco senza il bilancio davanti. È un punto di non ritorno: finalmente quest’anno partono corsi strutturati alla Luiss di Roma e al Sissa di Trieste. Il problema in Italia è che ci vorrebbero più fondi: dietro a Pro Publica del Washington Post c’è la filantropia degli immobiliaristi fratelli Sanders, in Inghilterra dietro all’International Consortium Of Investigative Journalism la Potter Foundation. In Italia non esistono agevolazioni fiscale per donazioni del genere e ci sono conflitti di interesse. Ma abbiamo i migliori visual journalist, che si appoggiano a community come OpenPolis. Bisognerebbe crederci di più. E battersi per un web aperto».

Guarda che dati! Viaggio nel futuro dell'informazione

GUIDO ROMEO, docente e attivista digitale (autore di Silenzi di Stato, Chiarelettere, sarà ospite del Festival del Giornalismo ad aprile). «Il vero sconfitto della post-verità è il giornalismo in generale. Non usare questi mezzi oggi è come andare a parlare di politica con un sindaco senza il bilancio davanti. È un punto di non ritorno: finalmente quest’anno partono corsi strutturati alla Luiss di Roma e al Sissa di Trieste. Il problema in Italia è che ci vorrebbero più fondi: dietro a Pro Publica del Washington Post c’è la filantropia degli immobiliaristi fratelli Sanders, in Inghilterra dietro all’International Consortium Of Investigative Journalism la Potter Foundation. In Italia non esistono agevolazioni fiscale per donazioni del genere e ci sono conflitti di interesse. Ma abbiamo i migliori visual journalist, che si appoggiano a community come OpenPolis. Bisognerebbe crederci di più. E battersi per un web aperto».

Intelligenza artificiale, pubblicità digitale e cavi sottomarini

Per chi ancora pensa che i software di intelligenza artificiale non riescano a sostituire anche le attività più creative dell'uomo è utile ascoltare cosa già oggi si sta facendo nel mercato editoriale. Alcuni grandi editori statunitensi e anglosassoni affidato ai robot la stesura di articoli di finanza e di sport. Oppure usano i software per aiutare i giornalisti ad essere più veloci o più precisi. Enrico Pagliarini ne parla con Guido Romeo, giornalista scientifico e collaboratore di Nòva24...

Come l’intelligenza artificiale può e sta aiutando il mestiere del giornalista

Il 17 marzo 2014 Quakebot, il software sviluppato dal giornalista Ken Schwencke ha infatti buttato giù dal letto il suo creatore alle 6.25 del mattino perchè rivedesse il pezzo sul sisma di grado 4.7 con epicentro a Beverly Hills. Il tempo totale di raccolta dati, scrittura e inserimento nel sistema editoriale di Quakebot è stato di meno di 15 secondi grazie all'accesso alle informazioni della Usgs (l'omologo dell'Ingv nostrano). A Schwencke è bastato rileggere il pezzo e premere “invio” per ess
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