Festival Internazionale del Giornalismo

Silenzi di Stato a #IJF17

Quanto è sicura la mia scuola? Quanto è inquinata l’aria del mio quartiere? Come sono fatte le graduatorie dei concorsi pubblici? L’amianto uccide ancora, ma dove? Quanti sono i “derivati” acquistati dal ministero e dalle amministrazioni? Sono domande legittime cui un'amministrazione trasparente è chiamata a rispondere. Ma quando la burocrazia diventa una palude, la verità vi affonda e scompare e i cittadini pagano un prezzo in termini di sprechi - o peggio, di vite umane. Contro questo muro di gomma l'attivismo civico e il giornalismo rappresentano un anticorpo sociale indispensabile. Silenzi di Stato raccoglie così battaglie per la verità che hanno portato avanti il valore dell'accesso alle informazioni – non sempre con successo. Sebbene in ritardo rispetto a molti altri paesi, anche l'Italia ha ora il suo Freedom of Information Act: la trasparenza della Pubblica Amministrazione è dunque una conquista garantita, o c'è ancora da lottare per una piena applicazione della legge? Oppure il cambiamento culturale necessario nel rapporto tra Stato e cittadini ci chiama ancora a essere vigili e attivi?
Almanacco della Scienza

Saggi - La trasparenza è un diritto

Nel 1766 in Svezia re Adolfo Federico approvò il 'Tryckfrihetsfordningen', parola impronunciabile ma dal significato importante: l'ordinanza sulla libertà di scrittura e di stampa. Nel 1966 è la volta degli Stati Uniti, dove viene approvato il Freedom of Information Act (Foia), un provvedimento sofferto, portato avanti da un democratico contro il suo stesso partito, al motto di: “Ogni cittadino deve avere il diritto legale di esaminare e investigare su come viene amministrato lo Stato”. Nel 2005...
ChronicaLibri

Quando i Silenzi (e le trasparenze negate) uccidono lo Stato.

Giulio Gasperini AOSTA – Era il 2 dicembre 1766 quando, in Svezia, il re Adolfo Federico approvò il Tryckfrihetsförordningen, ovvero l’ordinanza sulla libertà di scrittura e di stampa. Questa norma è la prima al mondo sulla trasparenza amministrativa. L’articolo 6, ad esempio, recitava: “Tutti i documenti, protocolli, sentenze e premi, sia passati o da produrre e mantenere d’ora in avanti [dovranno essere] quando richiesti, immediatamente rilasciati a chiunque ne faccia domanda”. Tutti i citta
Resegone online

A Lecco la presentazione del libro “Silenzi di Stato”

Giornalista per Il sole 24 ore e Vogue, Guido Romeo è cofondatore di “Diritto di sapere” , la prima ong italiana dedicata all’espansione e alla difesa del diritto di accesso all’informazione. Silenzi di Stato parla di dieci casi di trasparenza negata; è un reportage che aiuta a capire quanto la battaglia per una trasparenza vera e non solo formale non sia ancora stata vinta. Tutte informazioni non coperte dal segreto di Stato, ma il cui accesso, fino a oggi, è stato negato a cittadini, associaz
linkiesta

Silenzi di Stato. Senza cultura civile una legge non basta

Chi ha creduto, per anni, alla primaria necessità di uno sviluppo della comunicazione pubblica (parlare, dialogare, spiegare) coniugato – in Italia come in tutte le democrazie – con l’applicazione della oggettiva trasparenza (accesso alle informazioni dovute al cittadino e anche connesse all’andamento gestionale della cosa pubblica), riceve 192 pagine di amarezza leggendo Silenzi di Stato, analisi fervida e impietosa curata da Guido Romeo (giornalista del Sole 24 ore) e Ernesto Belisario ...
Il Corriere della Sera

Quanta paura fa la trasparenza ai potenti con la coda di paglia

Tryckfrihetsförordningen è impronunciabile? Provate con «l’art. 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito...». Qual è la differenza? Chi parla lo svedese la parola Tryckfrihetsförordningen la capisce benissimo: è il diritto alla libertà di stampa e alla trasparenza. Chi parla l’italiano davanti ai nostri codicilli stramazza: quel linguaggio iniziatico è una barriera che impedisce l’accesso.
LeggiOggi

Riforma Madia. Trasparenza, accesso atti, libertà di informazione

La vicenda ha come protagonista il giornalista Guido Romeo che aveva presentato, ai sensi dell’art. 22 della legge 241/1990, istanza di accesso ed estrazione copia di tutti i contratti in derivati tra l’Italia e 19 istituti di credito e, in via subordinata, ai 13 contratti in derivati attualmente in vigore per i quali è presente la clausola di recesso anticipato. L’istanza era motivata con il diritto di cronaca e informazione, dal momento che il giornalista aveva avviato un’inchiesta, al fine...